La Storia

Le nostre origini
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Perchè La Chiaja...

Le Nostre Origini

La Chiaja art&relais prende il nome dal tratto di costa sul quale si affaccia, che durante la dominazione spagnola dei Borbone a Napoli, fu chiamato “la plaja”.

Come è accaduto anche per l’omonimo quartiere di Napoli, il nome plaja fu trasformato dai napoletani in chiaja che significa spiaggia. La dominazione spagnola ha lasciato importanti testimonianze nella città di Castellammare di Stabia, prima fra tutte la Reggia borbonica sulla collina di Quisisana, ma restano anche alcune tracce nella toponomastica.

Infatti, il “Rione Spiaggia”, dove si colloca il relais, prende il nome dato a questo quartiere in età borbonica, quando, nei primi anni dell’800, un borgo di pescatori s’insediò in questo tratto di costa per vivere direttamente sul mare, risorsa principale della loro vita e di molti cittadini stabiesi.

L’edificio che ospita il relais conserva nelle sue mura e nelle sue stanze i resti dell’antico borgo, soprattutto custodisce il profumo, il suono e la brezza che accompagna la gente che ha scelto di “vivere di mare” da più di due secoli.

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Passato e Presente

“Quando un luogo non ha mai smesso di vivere, non c’è un prima, non c’è un dopo…”

Il relais si colloca nei pressi di un antico lanario nato nel 1918 e appartenente ai proprietari della struttura. Nei primi anni del 900 il comm. Catello Brancaccio acquistò gli antichi edifici per insediarvi il primo lavatoio e lanario del Mezzoggiorno d’Italia.

Presto cominciò la produzione dei materassi realizzati con la lana proveniente dalla Scozia. Sulla terrazza, affacciata direttamente sul mare e dalla quale gli ospiti del relais godono della vista del golfo di Napoli, di Ischia e della Penisola sorrentina, venivano stesi al sole, dopo il lavaggio, i velli di lana, che, aleggiando sospinti dal vento di maestrale, catturavano l’immaginario del popolo stabiese che li chiamava “l’oro bianco”.

Oggi, da oltre un secolo, continua la produzione di materassi nell’azienda di famiglia, ma l’antica casa del complesso e la sua splendida terrazza sono state destinate alla realizzazione del relais, dove storia, arte, paesaggio e benessere si fondono per meravigliare l’ospite e per lasciare una traccia indelebile nella sua storia di viaggiatore.

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Il Restauro

Nella materia antica le tracce della nostra eredità

I lavori di ristrutturazione del relais sono stai affiancati da un attento restauro, voluto dagli stessi proprietari, Lello e Livio che conservavano nella memoria ricordi familiari di tracce che sembravano ormai scomparse.

Il restauro ha spogliato la struttura delle patine moderne e ha restituito gli antichi materiali dell’800: le mura costruite con il tufo della penisola sorrentina, che deriva da un’eruzione del Vesuvio di 100.000 anni fa, i tetti realizzati con le travi di legno di castagno, le scale e le soglie in piperno.

E poi gli archi, di finestre e di porte, le nicchie, antiche fontane all’aperto, gli alti soffitti e la candida volta di ingresso.

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